01/08/2007

Di Michele squalificato per 3 mesi, ma potrà giocare le amichevoli

Deroga alla squalifica di 3 mesi per le scommesse
Dopo la sentenza che ha visto la squalifica di 3 mesi per David Di Michele e vista la richiesta sottoposta dal Torino, la Lega Calcio ha concesso una deroga a David Di Michele, squalificato per tre mesi per il suo coinvolgimento nella vicenda del calcio scommesse, per permettere al calciatore di disputare le amichevoli.

La Lega, «rilevato che i motivi addotti in ordine alla necessità di mantenimento di un adeguato livello professionale da parte di calciatori sottoposti a provvedimenti disciplinari che comportino la sospensione dall’attività sportiva per un lungo periodo di tempo appaiono del tutto fondati e giustificati», vista la facoltà di deroga attribuita dall’articolo 22, comma 9, del codice di giustizia sportiva, ha disposto «una deroga al provvedimento disciplinare inflitto al calciatore, al fine di consentire al medesimo la disputa delle sole gare amichevoli».

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In Europa dopo sei anni. A Londra è già febbre Toro

Professionisti della City riuniti in un club: «Spurs più forti del Newcastle che ha battuto la Juve»
Riecco il Toro. Dopo tre giorni di riposo si ritrova stasera ad Acqui Terme, dove faticherà da domattina a lunedì 13 agosto nel suo secondo ritiro, spezzato da 4 amichevoli. Rispetto a Malles ci sono da valutare le condizioni di Rosina, Lanna, Ventola e Bjelanovic, tornati acciaccati dalla Val Venosta, e c’è soprattutto Di Michele squalificato per tre mesi. Nessun problema, ribadiscono in casa granata: «Avevamo analizzato la situazione prima del suo ingaggio, fortemente voluto da Cairo - dice l’ad Antonelli -. Abbiamo scelto di prendere un campione e di aspettarlo alla fine dello stop. Così faremo: senza prese di posizione o sanzioni a carico del giocatore. Anzi: faremo di tutto per creargli le migliori condizioni da qui al 30 ottobre».

Tanto per cominciare: anche per lui doppio allenamento domani e seduta mattutina venerdì, per riprendere il filo interrotto domenica. Poi, però, niente partenza per il primo test agostano, il più prestigioso del precampionato: il Toro torna in Europa dopo sei anni e vola in Inghilterra, nella storica casa del Tottenham, quinto nell’ultima Premiership e tra i favoriti della prossima Coppa Uefa. È un tosto esame di inglese che Walter Novellino attende con grande curiosità. È l’occasione che i tifosi aspettano per pesare la forza di una squadra rivoluzionata. È l’evento dell’anno per quelli di «Londra Granata», club fra i più attivi della ventina che il Toro ha sparsi all’estero, in ogni continente (Hammamet, Cartagena, L’Avana, Tonga, Ho Chi Minh e Melbourne le sedi più suggestive).

Non tantissimi ma buoni, i londinesi che hanno il Toro nel cuore. Una ventina di cervelli in fuga dall’Italia: accademici, architetti e professionisti i membri fissi; studenti quelli che vanno e vengono. Il presidente Giancarlo Perasso, cinquantenne d’origine milanese, lavora nella City ormai da 9 anni. «Ma tifo granata da quando ho l’età della ragione. Confesso: avevo una simpatia per Sivori ma la prima partita che vidi al Comunale fu il derby in cui Omar venne preso a calci nel sedere da Ferrini, che diventò all’istante il mio idolo».

Altri tempi, altro Toro. «Sono stati anni difficili, gli ultimi - dice Perasso -. Noi, peraltro, siamo nati proprio il giorno dopo l’ultima retrocessione in B, in occasione della marcia dell’orgoglio dei 50 mila, il 4 maggio 2003. La speranza è che in questa stagione ci si possa finalmente divertire di più. Le premesse, in effetti, ci sono tutte: siamo entusiasti di Novellino e i nuovi arrivati ci intrigano. E poi c’è questa gran bella sorpresa dell’amichevole organizzata a casa nostra...».

Biglietti comprati al volo, per l’imperdibile sfida a White Hart Lane (fischio d’inizio alle 14, le 15 da noi). Con tanto di assistenza garantita ai circa 150 compagni di fede che sabato verranno appositamente dall’Italia. «Sarà una festa, soprattutto. In uno stadio fra quelli cambiati di meno, a Londra, rispetto all’originale storico. Come finirà? L’importante sarà fare bella figura. Il Tottenham era già forte l’anno scorso e s’è pure rinforzato. Occhio a Bent, soprattutto. Di sicuro, gli Spurs valgono più del Newcastle che ha appena battuto la Juve...».

C’è già aria di derby, inevitabilmente. E da ieri ci sono date segnate col cerchio rosso sull’agenda di «Londra granata»: «Abbiamo quasi tutti l’abbonamento all’Olimpico, in curva Primavera, anche se non riusciamo a venire sempre a Torino: costano troppo i biglieti aerei nella stagione sciistica. Ci rifacciamo con qualche altra trasferta e, quando proprio non ci si può muovere, ci arrangiamo con la tv, al pub: tutti assieme a soffrire».

Nessun aereo da prendere sabato: per vedere il Toro basteranno pochi minuti di metropolitana. Il massimo. Con un solo rammarico: «La squadra arriva venerdì sera e riparte subito dopo la partita. Mi sa che non ci sarà nemmeno il tempo per un saluto ravvicinato. Sarà per la prossima volta londinese. In coppa, magari».

17:52 Scritto da: princemark in Torino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

09/07/2007

CHIUSO PER FERIE

E sì.

Codesto blog chiude per ferie.

Il sottoscritto se ne và per due settimane, si torna ad aggiornare dal 27 di questo mese.

Il blog si trasferisce momentaneamente a Dubrovnik, città della Dalmazia Meridionale (o semplicemente a Sud in Croazia).

 

Una buona continuazione a tutti, a chi rimane in città e a chi parte per lidi vacanzieri.

 

Alla prossima!

 

 

FORZA TOROOOOOOOO!!!

16:03 Scritto da: princemark | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

08/07/2007

Comotto: ‘Voglio la fascia da capitano’

‘Serviva una epurazione dopo lo scorso campionato, salvi pur giocando
un calcio scadente. Sono stato definito il cattivo del gruppo, ma ho detto
certe cose solo per il grande amore che ho per il Torino. Un sogno? La nazionale

Accompagnato dalla splendida moglie Marianna, è stato uno degli ospiti più applauditi al Medidien Chia Laguna, nel corso del workshop granata. Gianlouca Comotto non si è sottratto alle domande dei giornalisti, ad iniziare su quella che riguarda la fascia. “Dovrebbe toccare a me. Dopo essere stato l’uomo del Centenario con il gol all’Empoli ora spero che mi arrivo questa altra soddisfazione. Io ero stato capitano del Toro già nella Primavera, alzando anche una Coppa Italia, dovevo essere il capitano nella stagione con Arrigoni, ma poi il fallimento ha cancellato tutto. Peccato, perché quello era un bel gruppo, giovane, di prospettiva. Avessimo avuto allora un Cairo…”.

Comotto si sente un sopravvissuto, visto l’addio di moltissimi compagni di squadra?
“In effetti siamo rimasti in pochi, ma si era capito già nel finale del campionato che serviva un’epurazione. La società ha fatto la scelta di voltare pagina in tutti i sensi: a livello dirigenziale, tecnico e di squadra. Ora si riparte con un gruppo nuovo”.

Ma che problemi c’erano stati la scorsa stagione?
“Tanti. Si è parlato anche di un muro che divideva lo spogliatoio tra quelli che c’erano già l’anno prima e i nuovi arrivati. Ci sono stati momenti di frizione, qualcuno mi ha fatto passare anche per il cattivo del gruppo, quando avevo detto certe cose, anche a Rosina. Ma l’ho fatto solo per il grande amore che ho sempre avuto per questa maglia”.

Alla fine la salvezza è stata più meritata o fortunata?
“E’ inutile nascondere che la fortuna ci ha dato una mano alla fine. Vincere come ci è successo a Roma capita una volta su cento. E poi, oltre alle difficoltà di classifica, anche a livello di gioco siamo stati scadenti, dovevamo fare molto di più. Anche per meritarci l’affetto della tifoseria, che non ci ha mai abbandonato”.

Tu con Zaccheroni sei stato messo in grande luce ma anche spremuto come un limone. E’ per questo che hai finito in calando la stagione, dopo il ritorno di De Biasi?
“Non sono d’accordo. Con De Biasi ero obbligato a stare quasi fisso a fare il quarto di difesa, ma erano le circostanze a richiederlo. Io con Zaccheroni mi sono trovato benissimo dal punto di vista umano, mi è dispiaciuto moltissimo per come è finita la storia, ma questo non deve suonare come un’accusa a chi è venuto dopo. De Biasi, subentrando in quella situazione, ha fatto un mezzo miracolo nel guidare la squadra alla salvezza”.

In tutta sincerità, mai pentito di non essere tornato alla Roma?
“Se fossi tornato lo avrei accettato da professionista, le parole di Spalletti e i suoi complimenti mi hanno fatto piacere. Ma quando è stata aperta la busta e ho saputo di essere diventato tutto del Toro sono stato felicissimo”.

Giocare nella Roma forse ti avrebbe aiutato ad avere maggiore visibilità per raggiungere la nazionale, non credi?
“Penso invece che essere nel Toro e giocare con continuità mi possa aiutare di più. Credo che la convocazione l’avrei potuta avere già quest’anno, c’erano stati dei sentori per l’amichevole di febbraio, poi la tragedia di Catania e lo stop del campionato hanno fatto saltare tutto. Ma la nazionale resta un obiettivo. Non un cruccio, ma sicuramente una cosa che ci terrei a raggiungere, anche perché credo che sia alla mia portata”.

Giocherai con il numero 2?
“Ora che si è liberato (l’anno scorso era di Pancaro, ndr) non sarebbe male, anche se mi sono trovato bene col 22. Ma il 2 è da sempre il numero del terzino destro e io sono uno affezionato alla tradizione”.

Muzzi potrebbe smettere, in difesa dovrebbe tornare Mantovani. Cosa ne dici?
“Sono due amici. Se torna Mantovani sono contento, siamo stati bene assieme nel 2005. Quando a Rroberto, se sceglie di smettere significa che ci tiene tantissimo alla maglia granata, che questa maglia gli è entrata proprio dentro. Ma bastava vedere come ha giocato le ultime partite per rendersi conto di quanto ci teneva. E uno come Muzzi, se vuole, ha sicuramente offerte per proseguire. Ma il Toro è una cosa che ti porti dentro”.

10:49 Scritto da: princemark in Torino | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Tottenham e Bruges per il Toro europeo

Sabato 4 agosto, Londra. Il Torino sarà ospite e a fare gli onori di casa sarà il Tottenham, nel giorno della presentazione ufficiale del club londinese ai suoi tifosi. Ma per i granata il viaggio in Europa assumerà un significato particolare. Era da tempo che le tappe estive del Torino si consumavano lontano dai grandi palcoscenici e dentro i confini italiani. Quest’anno l’inversione di tendenza che suona anche come la voglia di ripartire, in piena regola, per una truppa costruita per non deludere. «Ci aspettano gare di preparazione di un certo livello. La sfida con gli inglesi dirà già qualcosa sul nostro stato di forma a venti giorni dal via al campionato», così Cairo.

Prima del Tottenham, i granata affronteranno, fra gli altri, i greci del Larissa e il Treviso a Malles, sede della prima parte del ritiro. Poi, dopo la tappa oltremanica, la presentazione ufficiale nella sera del 7 agosto all’Olimpico di Torino contro il Bruges. Due giorni dopo l’amichevole con il Genoa a Marassi e per il 18 è in agenda un’altra sfida prestigiosa ancora da definire.

10:44 Scritto da: princemark | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

I salti mortali di Cairo: "Solo l’Inter ha speso di più"

"Investiti 12 milioni in 20 giorni: ora voglio divertirmi.
Sul web vedo i gol di Di Michele e mi esalto".
I miracoli arrivano dal calcio. Urbano Cairo lo ripete con tutti i toni del mondo e fa il pieno di applausi perché gli sponsor sorridono ad un futuro «dove ci sarà da divertirsi». Il patron granata riparte dai numeri e si scopre in fuga in fatto di mercato (giocatori) in entrata.

Sardegna, Chia Laguna. Il primo workshop del Torino cade a breve distanza dal botto Di Michele. Un arrivo che si mette in scia ad altri più o meno illustri.
«Quest’anno ho voglia di divertirmi e divertire i nostri tifosi. Il mio Toro sarà armonioso e cazzuto (Cairo sorride, ndr), ma anche una squadra dove non mancherà la fantasia. Gente come Di Michele serve proprio a questo: quando rivedo su internet il filmato dei suoi gol a Palermo trattengo a stento l’entusiasmo. È un ragazzo che fa gol in ogni modo».

Toro cuore, polmoni e piedi buoni.
«Siamo all’80 per cento della costruzione del nuovo organico. Il nostro obiettivo è quello di partire giovedì per il ritiro con un 10 per cento in più: i nomi li conoscete, i ruoli anche. Prima di tutto viene la difesa, un centrale ed un esterno (Mantovani e uno fra Parisi o Lanna, ndr). Poi, ci metteremo alla finestra per capire se la possibilità di regalarci un altro colpo là davanti potrà tradursi in realtà (la pista Bojinov resta aperta, ndr)».

Immaginiamo una griglia di partenza. Il Torino parte da...
«Partiamo per fare meglio della passata stagione. Il prossimo dovrà essere un campionato tranquillo dove toglierci qualche soddisfazione: nel calcio non si inventa niente, noi abbiamo già fatto miracoli. Gente come Zamparini o De Laurentiis ha steccato al primo tentativo. Noi siamo tornati in A immediatamente. Nell’editoria il mio gruppo è in Champions League, nella pubblicità in Coppa Uefa, ma è nel calcio che sto facendo i salti mortali».

Come ci si sente da re del mercato, almeno così racconta il numero degli acquisti?
«Sono titoli che non mi interessano. Posso solo dire che in 20 giorni abbiamo investito la bellezza di 12 milioni di euro, solo l’Inter ha fatto meglio. La scelta del nuovo staff societario è stata quella di fare in fretta per due motivi: togliere dal mercato alcuni dei suoi pezzi pregiati e consegnare a Novellino una squadra praticamente fatta il prima possibile. Il nostro tecnico avrà più tempo per conoscere l’ambiente e i ragazzi a disposizione».

Torniamo all’ultimo assalto vincente. Lo sbarco a Torino di Di Michele.
«Lo seguo da tempo. Sono un suo grandissimo estimatore. Tutto è precipitato in poche ore: domenica scorsa leggo l’intervista del presidente del Parma che elenca i suoi colpi fatti o da fare. Chiamo Zamparini, sfrutto la mia personale amicizia con il patron del Palermo e gli dico di concedermi almeno un diritto di prelazione morale su Di Michele. Il resto lo conoscete, ho fatto un investimento in poche ore equiparabile a quello che feci quando lanciai un mio settimanale. Soltanto che allora ci misi diversi mesi».

Di Michele e, poi...
«Poi c’è Tyson Sereni, il grande Comotto, l’esperto Natali, Corini, Ventola e Bjelanovic. Ma anche Barone, il nostro undicesimo acquisto. L’ho sentito al telefono, mi ha chiamato per dirmi che sarà il suo anno».

E, Muzzi?
«C’è un progetto. Sarebbe bello se Novellino allenasse i grandi e Roberto i giovanissimi...».

10:39 Scritto da: princemark in Torino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

07/07/2007

Di Michele: "Con me e Rosina fantasia, dribbling e divertimento"

"Il mio Toro non penserà solo a difendersi"
David Di Michele, Urbano Cairo ha detto che lei farà divertire il Toro. Dichiarazione piuttosto impegnativa.
«Vero, però io sono fatto così: mi piace sempre inventare qualcosa di nuovo e far gioire i tifosi e i miei compagni. Adesso lo farò anche per il presidente».

Che l’ha inseguito a lungo, anche in tempi non sospetti.
«Il Toro mi cercava ed io volevo il Toro: non potevamo non trovarci ed iniziare un’avventura che mi stimola tantissimo».

Un gol in Palermo-Torino 3-0 dello scorso novembre l’ha segnato. Anche quello un gesto d’amore?
«Più o meno (ride, ndr). Diciamo un appunto per ricordare al presidente Cairo chi è Di Michele».

E chi è Di Michele?
«Un giocatore ambizioso che ha sempre voglia di stupire con la fantasia e con i dribbling. Il calcio è divertimento sempre, io cerco di non tradire questa filosofia».

Lei con Rosina, i colpi di genio non mancheranno nel nuovo Toro.
«Infatti, sarà bellissimo trovarsi in campo ed architettare soluzioni nuove e fuori dagli schemi».

Novellino predilige il 4-4-2, uno schema solido e duro, ma ha già ammesso che il talento dei singoli verrà esaltato.
«Giusto così: il Toro dovrà essere una squadra difficile da affrontare, ma non solo per la compattezza difensiva».

Ha già sentito i suoi ex compagni di squadra Corini e Barone?
«Genio lo devo ancora chiamare, ma con Simone ho già parlato ed è felicissimo del mio arrivo. Mi ha detto che sta nascendo un Toro importante e lui ha voglia di restare per riscattarsi».

Perché i tifosi granata non hanno visto il Barone del Palermo?
«Il motivo è semplice: un Mondiale ti lascia addosso delle scorie incredibili. La stagione successiva fai fatica e poi su di lui si era creata un’aspettativa incredibile».

Ma è così difficile lasciare Palermo? L’anno scorso accusarono Barone, ora dicono che lei ha tradito il rosanero.
«Dicono che ho creato confusione nello spogliatoio, che ho litigato con alcuni compagni, ma non è assolutamente vero. Io sarei anche rimasto, ma è stata la società che mi ha messo nelle condizioni di andare al Parma o al Torino».

E lei ha scelto il Toro, facendo arrabbiare anche Ghirardi.
«Mi spiace, non ho nulla contro il Parma. Ritengo che avere un supporto come quello della tifoseria granata sia importante. Io volevo confrontarmi con questa piazza. Ho 31 anni, ho firmato per quattro anni e penso che chiuderò qui. È anche una scelta di vita che ha obiettivi precisi, ma diversi».

C’è anche la Nazionale tra questi?
«Sì, non mi va giù di aver perso l’azzurro per un girone di ritorno deprimente. Voglio riconquistare l’Italia e giocando nel Toro ce la farò».

Non è preoccupato da una possibile squalifica per il caso scommesse?
«Non commento, aspetto di capire cosa accadrà».

Cairo, Antonelli e Lupo hanno costruito una squadra nuova ma ambiziosa. Cosa pensa di dare al Toro e cosa pensa di ricevere?
«Darò tutto per ripagare la fiducia nei miei confronti e per onorare una maglia unica. È un onore vero essere del Toro e so già che vivrò emozioni quando la indosserò».

Anche pressioni.
«Mi chiederanno i gol, soprattutto nel derby. Su tutti il mio amico Stefano Guidoni. Ed io voglio accontentarli: ho già segnato alla Juve e poi odio perdere i derby».

C’è qualcosa che vuole dimenticare con l’arrivo al Toro?
«L’orrenda serata di Catania-Palermo. La morte dell’ispettore Raciti è stata terribile: spero di non vedere mai più tanta violenza in uno stadio».

10:54 Scritto da: princemark | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Roberto Muzzi si ritira dal calcio giocato

"Nessun problema, invece, per Roberto Muzzi: è svincolato, ha richieste da mezza serie B, ma il bomber romano ha deciso di abbandonare il calcio giocato e non il Toro. Presto Muzzi si ritirerà per iniziare subito la carriera di allenatore delle giovanili granata, dove già sono inseriti i suoi due figli."

 

Grazie Roberto!

Grazie per questi due anni magnifici, per i tuoi, pochi, ma importanti goal.58f5a875743a64c82547610ef45b6618.jpg

Sin dalla prima partita con l'Albinoleffe si è visto il tuo modo di giocare da "gladiatore", da Toro.

Sei stato uno dei veri Simboli della nostra Rinascita e rimarrai sempre con noi.

Indelebili i goal contro il Mantova che ci ha permesso di tornare in A, quello contro la Roma che ci ha salvato.

E' bello sapere che rimarrai con noi.

 

GRAZIE.

GRAZIE ANCORA!

10:53 Scritto da: princemark | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Bojinov rompe con la Fiorentina

Cairo è in prima fila 
Lavora silenziosamente, ma il Toro è in piena bagarre per arrivare a Valeri Bojinov. L’attaccante bulgaro, infatti, è stato messo sul mercato dalla Fiorentina perché ieri il diesse Corvino e il procuratore del giocatore non hanno trovato l’accordo per il rinnovo del contratto. Il Toro che da giorni lavora nell’ombra per portare Bojinov in maglia granata, si è fatto subito sotto. Urbano Cairo ha già proposto una comproprietà da 4,5 milioni di euro con la società dei fratelli Della Valle, ma dovrà lottare duramente per la concorrenza di Genoa e Napoli.

La trattativa sarà lunga e delicata, ma nel Torino c’è la voglia e la fiducia di poter completare la più importante e prestigiosa operazione di rafforzamento dell’attacco. Allo stesso tempo, i dirigenti granata dovranno lavorare per risolvere l’affollamento nel settore attaccanti (due-tre in esubero). Oltre a Di Michele, sono arrivati in ordine di tempo anche Malonga, Ventola e Bjelanovic, che vanno ad aggiungersi a Stellone, Abbruscato, Oguro e De Sousa.

Oltre alla vicenda Bojinov, Cairo, Lupo ed Antonelli cercheranno di risolvere anche la vicenda Mantovani: lunedì si terrà l’incontro decisivo per portare il difensore nuovamente a Torino. Il nuovo terzino sinistro sarà invece Parisi: Balestri ha già firmato un triennale con il Mantova e il messinese è pronto a vestire il granata.

10:35 Scritto da: princemark in Torino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

06/07/2007

Cairo: "La campagna acquisti non è finita"

Il presidente ringrazia gli ex e fa il punto sul mercato, prossimo obiettivo un terzino sinistro.



Con gli ultimi due acquisti in meno di 48 ore, ha chiuso la bocca anche agli scettici più accaniti. Il campionato dei dirigenti non è ancora finito ma oggi Urbano Cairo ha dato un segnale forte alla piazza, al mercato e ai suoi giocatori.

Presidente, se essere del Toro significa andare controcorrente, lei lo è diventato a tutti gli effetti. La piazza chiedeva la conferma di Ardito, Brevi, Muzzi e De Biasi non ne è rimasto neanche uno…

Non ho fatto scelte controcorrente. Fosse dipeso da me li avrei confermati tutti, con Ardito sappiamo come è andata, alla fine ha dovuto accettare un biennale altrove ma non so a quali condizioni economiche. Ho fatto la mia offerta, importante e legata anche ai risultati, ma evidentemente non gli andava bene. Per Brevi ha influito l’età, per quanto sia un buon giocatore lo avevo già confermato lo scorso anno ed abbiamo deciso di puntare su gente più giovane come Natali. Per Muzzi stiamo ipotizzando un suo coinvolgimento nei quadri societari perché credo voglia smettere. Di De Biasi sappiamo tutti come sono andate le cose. 944ed32791d7cf983e00f828d0d8cff8.jpg

Ha tirato un vero e proprio colpo di bowling sulla vecchia squadra, come mai ?

L’anno scorso abbiamo avuto dei problemi innegabili anche di spogliatoio, lo vedeva persino un bambino. Ho voluto fare in modo che certe situazioni non si ripetessero, abbiamo tenuto i giocatori su cui crediamo maggiormente. La scelta di rinnovare è stata dettata anche dall’elevata età media di una squadra costruita in fretta in un momento delicato. Mi spiace per i pochi sentimentalismi che regnano nel mondo del calcio perché sono molto legato a tutti i giocatori che se ne sono andati, come anche Balestri che ieri abbiamo ceduto al Mantova.

Con l’arrivo di Di Michele la campagna acquisti è conclusa ?

Non ancora, diciamo che non abbiamo più fretta. Ad oggi fra tutte le cose fatte con il riscatto di Comotto, gli arrivi di Zanetti, Rubin, Natali, Grella, Corini, Ventola, Bjelanovic e Di Michele siamo arrivati a quasi 12 milioni di investimenti fatti, che portano a 35 milioni quelli realizzati da quando sono entrato nel mondo del calcio.

Alla faccia del braccino corto…

Lo dicono in tanti ma non è vero. Ci vuole attenzione nel muoversi. Senza si rischia di commettere errori incredibili che costano troppo, soprattutto in un mondo dove ci sono cifre elevate e facilità di sbagliare. E poi attenzione: lo svincolato costa, non paghi il cartellino ma in questo calcio quello rischia di diventare il costo minore. Essendo svincolato il giocatore chiede di più perché sa di poterlo pretendere avendo risparmiato sull’acquisto. Non sempre è una scelta economica, perché magari vuole un contratto più lungo, il vantaggio è che prendi un giocatore che volevi.

Quello di Di Michele è stato un vero e proprio blitz, ha influito la presenza di Antonelli, ex-procuratore del giocatore ?

Antonelli si è tenuto ai margini della trattativa che ho seguito personalmente. Inseguivo Di Michele da un anno e mezzo lo volevo dal 2006 però il Palermo fu più bravo poi ho sfruttato il rapporto privilegiato con quel galantuomo di Zamparini, costruito prima con l’acquisto di Barone e poi con il prestito di Bovo. Capisco la delusione di Ghirardi, però a lui avevo detto chiaramente martedì in Lega che il giocatore era un mio obiettivo. E’ stata una competizione leale, dove abbiamo vinto noi anche perché loro hanno già preso Reginaldo.

A proposito di Zamparini è vero che le ha proposto Matusiak ?

Effettivamente sì, ne ho parlato con Antonelli e Novellino vedremo nei prossimi giorni. Adesso abbiamo una rosa di 26 giocatori, con un parco attaccanti molto ricco, dobbiamo cominciare a sfoltirlo.

Allude ad Abbruscato ?

Vediamo. Si tratta di capire cosa è meglio per lui. E’ un giocatore di grande prospettiva e potenzialità, dobbiamo però capire se può sviluppare la sua maturità al Toro dove rischia però di essere chiuso, lui ha molte richieste in serie A e B. Faremo una valutazione serena. Sicuramente non andrà in prestito al massimo in comproprietà, un giocatore così forte non lo presti.

Boijinov e Parisi arriveranno ?

Stiamo lavorando con Antonelli su più tavoli per trovare un forte terzino sinistro. Mi risulta che la Fiorentina voglia tenere il bulgaro, diciamo che noi al momento non abbiamo fretta. Abbiamo 26 giocatori senza Balestri che va al Mantova e a cui auguro un grosso in bocca al lupo e lo ringrazio per quanto fatto in questi anni.

Di Michele a parte, qual è stato l’acquisto più importante ?

L’ aver riscattato Comotto. Per Di Michele devo dire grazie all’amico Zamparini che ha onorato una sorta di impegno morale che avevamo, su Comotto abbiamo investito pesantemente anche perché la Roma era decisa a prenderlo, noi lo abbiamo voluto di più.

A questo punto quali sono gli obiettivi per questa stagione ?

Prima vediamo con il mister come procede l’amalgama. Adesso ci sono i giocatori, va fatta la squadra, vediamo dopo le prime partite.

A proposito è confermata l’amichevole con il Tottenham ?

Sì è confermata, l’accordo è stato raggiunto. I tifosi partano tranquilli, il 4 agosto saremo a Londra.

Sul fronte partenze, Barone partirà come si dice ?

Lo vedo assolutamente confermato. L’ho sentito al telefono al ritorno dalle vacanze mi pare rinato, potrebbe essere un nostro grande acquisto, mi ha telefonato entusiasta per Corini, ieri sera ero a cena con Di Michele, ho visto che ha chiamato pure lui. Praticamente sembra un altro giocatore.

Vailatti è tornato alla base per rimanere?

E’ un giocatore del Toro, vediamo come e quando farlo giocare. A Vicenza ha giocato non troppo, deve trovare spazio in categorie diverse dalla A dove poter giocare con continuità.

Adesso la tre giorni con gli sponsor in Sardegna, evento mai visto prima nella secolare storia del club. Che messaggio volete trasmettere con questo convegno ?

E’ un workshop per sponsor e media, per farli conoscere fra loro e magari far nascere opportunità di business nascoste. Vogliamo fare un bilancio di questo primo biennio e gettare le basi per un futuro sempre più roseo.

14:24 Scritto da: princemark in Torino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook